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Gli pneumatici inquinano anche prima di diventare rifiuti: ecco come limitare i danni. La svolta delle “gomme naturali”

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Le nostre auto non inquinano solo con i gas di scarico, ma anche con i loro componenti: secondo alcuni studi, con pneumatici correttamente gonfiati, vengono emessi 5.8 grammi di particolato ogni chilometro percorso. Inoltre, un’auto che viaggia con gomme sgonfie consuma più carburante e inquina di più, perché come quelle usurate, tendono a surriscaldarsi di più. La cosa più inquietante è che il 50% delle polveri sottili generate dal traffico veicolare sono dovute agli pneumatici, soprattutto quello sgonfi, usurati o di scarsa qualità. Oggi abbiamo la certezza che per ridurre l’impatto ambientale possiamo cominciare dalle gomme delle nostre auto. Non tutti gli pneumatici, dunque, inquinano allo stesso modo: persino la loro qualità incide sulla quantità delle microparticelle tossiche liberate nell’aria. Se si prendono in considerazione le emissioni da CO2, c’è una classificazione europea che va dalla A, che emette meno di 120 grammi di anidride carbonica al chilometro, alla G, che ne emette più del doppio. Anche solo per risparmiare carburante è bene montare pneumatici di qualità.

LA SVOLTA DEGLI PNEUMATICI CON COMPONENTI SOSTENIBILI

La ricerca ha fatto grandi passi per la sostenibilità anche nel campo delle gomme per auto: si può limitare l’inquinamento partendo dai materiali e dalla filiera di provenienza. Tutte le grandi multinazionali del pneumatico stanno lavorando alla grande svolta. C’è chi punta, come sta facendo Michelin, sulle gomme termoplastiche, ottenute da legno, paglia o barbabietola. Sulle “gomme naturali” lavorano da tempo anche Pirelli e Continental (quest’ultimo brand, che ha investito tantissimo sulla ricerca, ha puntato sul materiale ricavato dai fiori di tarassaco impressi elegantemente in rilievo sui fianchi). Si agisce su due ambiti: il minor impatto durante l’uso e il riciclo. Esistono pneumatici al grafene, capaci di ridurre di molto la resistenza al rotolamento. Queste sono solo alcune delle soluzioni capaci di ridurre emissioni e, quindi, anche consumo di carburante. Ognuno di noi ha la possibilità di partecipare alla grande svolta “green” degli pneumatici, dall’inizio fino a quando diventano rifiuto e noi siamo tenuti a smaltirli dal gommista, che ha il dovere di aderire a un consorzio di riciclo gomma. Infatti, il 50% dello pneumatico può essere riciclato e la  ricerca sta andando avanti per aumentare la riciclabilità di questo prodotto.