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Tracce di farmaci, antibiotici e pesticidi nelle acque e sui volatili. Si alzi la guardia nella protezione dell’acqua

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Un recente studio ha dimostrato che nelle piume degli uccelli si ritrovano tracce di I farmaci che utilizziamo spesso per piccoli problemi quotidiani: ibuprofene, nimesulide e naprossene, insieme ai neonicotinoidi, i pesticidi di ultima generazione, sono stati trovati sulle piume di due specie di uccelli della laguna veneta, la sterna ‘beccapesci’ e il gabbiano corallino. Secondo gli esperti dell’Università Ca’ Foscari Venezia è il contatto con l’acqua che fa accumulare negli uccelli le tracce di questi medicinali e degli antibiotici, che poi passano dai pulcini fino al cibo. Le dosi non sono tali da rappresentare per l’uomo una specie di assunzione di una “terapia involontaria di farmaci”, ma gli studi vanno avanti. Il problema si risolve cercando di tenere sotto controllo le acque. Analizzando becchi e piume dei volatili ‘sentinella’ sono stati individuati i livelli di contaminazione da sostanze chimiche delle prede ingerite da gabbiani e beccapesci e dell’habitat costiero popolato dalle due specie. L’87% dei 47 campioni analizzati dai ricercatori hanno svelato il principio attivo diclofenac, un antinfiammatorio non-steroideo, mentre il 91% dei campioni conteneva neonicotinoidi (si tratta du pesticidi chimicamente simili alla nicotina). Questo ci fa capire che l’abuso di farmaci a raggiunto livelli preoccupanti anche per gli uomini. Inoltre, i pesticidi continuano a minacciare il nostro territorio e, naturalmente, le nostre tavole. Gli effetti di queste sostanze nelle acque possono produrre problemi all’ecosistema e alle specie più vulnerabili. Gli studiosi sono ancora al lavoro per chiarire gli effetti della presenza di questi elementi. Ma l’invito degli ambientalisti resta sempre lo stesso, monitorare le acque, eliminare i pesticidi, limitare l’uso disinvolto di farmaci non prescritti e gestire meglio i rifiuti.