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Mobilità ciclistica, un volano per lo sviluppo sostenibile: la bike economy in crescita, ma siamo dietro alla Germania

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La bici è un mezzo intramontabile, che è ormai un pilastro della mobilità dolce. In Italia la bike economy ha un impatto crescente arrivato a 5 miliardi di euro, quattro volte meno di un riferimento come la Germania: la crescita è costante. Possiamo fare di più, anche perché la bici è un mezzo comodo, veloce, salutare, “green” e, grazie alla pedalata assistita, meno faticoso di prima. Il ritrovato interesse per il mondo delle due ruote emerge anche dagli ultimi dati nazionali disponibili: due milioni di bici vendute, 55 milioni annui di pernottamenti di cicloturisti (il 6% del totale). Per un territorio ricco e variegato come quello italiano è una grande potenzialità, che le regioni, gli enti locali e il territorio stanno cogliendo”. In Puglia l’assessore regionale al Turismo, Gianfranco Lopane, si è impegnato pubblicamente, in apertura della Fiera del Levante, a sostenere sempre di più la mobilità ciclistica. 

“Si pensi al Patto di Mattinata – ha specificato l’assessore – che raccoglie ormai oltre 80 comuni, col supporto dell’Anci, legatisi alla Federciclismo per ospitare grandi eventi ciclistici, con importanti ricadute per la promozione e le economie dei territori. Attraverso l’attuazione del Piano Regionale dei Trasporti e l’annesso Piano della Mobilità ciclistica si sta programmando e stimolando l’organizzazione dei servizi a tutto campo: infrastrutture, trasporti integrati, velostazioni e segnaletica, rete ricettiva e pacchetti turistici. Un settore – ha concluso Lopane – che va a braccetto con quello dei cammini: è notizia recente che dal Fondo nazionale del Turismo la Puglia beneficerà di 3 milioni di euro per infrastrutture e segnaletica di un progetto legato ai cammini. Occorre ora un tavolo congiunto che abbini questi ultimi e le ciclovie, a beneficio sia dell’incoming turistico sia dei pugliesi residenti. A beneficio anche degli aspetti salutistici, con risparmio della spesa sanitaria”.   

In linea con il green deal europeo, le istituzioni italiane incentivano il settore della mobilità ciclistica, analizzando le potenzialità della bike economy come volano dello sviluppo soprattutto in ottica di turismo sostenibile e destagionalizzato. La Puglia, partendo dai dati degli spostamenti in regione (il 78% avviene in ambito urbano e il 22% extraurbano, con un uso dell’auto rispettivamente del 95 e 65% dei casi: percentuali da ridurre), ha toccato gli 81 Piani urbani di mobilità sostenibile (Pums), finanziati con un milione 313mila euro, e altri 200mila sono già stanziati, arrivando al focus sulle ciclovie. A cominciare dalle due principali, inserite nella reta nazionale: quelle dell’Acquedotto (previsti oltre 5 milioni tramite Pnrr più 32 ministeriali)e l’Adriatica (rispettivamente 3,5 e 19 milioni).

E se il Piano regionale prevede già 16 itinerari per 2.296 km urbani e suburbani in 150 Comuni, l’Asset ha anche promosso itinerari su 32 percorsi a basso traffico suddivisi tra Gargano e sud Barese ancora non inseriti nella pianificazione regionale, con dettagliate info raggiungibili tramite QR Code (presto sul sito Asset; sono in preparazione quelli per Salento e Murgia dei Trulli). Nella ricerca intitolata “Ecosistema della Bicicletta”, realizzata da Banca Ifis per fotografare andamento e prospettive di un settore protagonista della transizione sostenibile, emerge che, con oltre 3,2 milioni di pezzi fabbricati nel 2021, l’Italia è il primo produttore europeo di biciclette nonché tra gli Stati leader della smart mobility. Siamo sulla buona strada, serve un sostegno continuo, come stanno facendo regioni come la Puglia e l’Emilia-Romagna.