Le cozze nere tarantine, uniche al mondo e apprezzate anche dal grande Ungaretti. Ufficializzato il Presidio Slow Food che tutela l’ecosistema

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    TARANTO – Le cozze di Taranto sono le più scure d’Italia e tra le più prelibate al mondo. La produzione di questo straordinario “oro del mare” parte dall’anno mille: colore biancorosato, profumo di iodio, un gusto pieno e dolce rendono queste cozze inconfondibili. La presenza di oltre trentaquattro sorgenti di acqua dolce contribuiscono a rendere unico il sapore: la bassa salinità dona loro infatti una condizione idrobiologica ideale per il metabolismo e l’accrescimento. Giuseppe Ungaretti e Guido Piovene erano grandi ammiratoti di questo tesoro del mare.  Oggi l’allevamento delle cozze tarantine avviene per mezzo di pali in ferro e procedimenti più moderni che non ne hanno alterato il sapore e la consistenza e che rispettano ecosistema marino. Giovedì scorso, nella Sala conferenze dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia (Lungomare Nazario Sauro n.45/47 a Bari), si è tenuta la presentazione ufficiale del “Presidio Slow Food della cozza nera tarantina” al quale hanno aderito decine di mitilicoltori tarantini.

    A presentare l’iniziativa è il Presidio Slow Food della cozza nera tarantina, nell’ambito di “ReMar Piccolo: natura e tradizioni per rivivere il mare”, progetto realizzato dal Comune di Taranto grazie a un finanziamento del Por Puglia 2014/2020 – Asse VI – Azione 6.6. Sub-Azione 6.6.A “Riqualificazione Integrata dei paesaggi costieri”, e da Slow Food Puglia; il progetto rientra nella mission di ECO.PA.MAR – “Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo” e nelle finalità del “Parco regionale naturale del Mar Piccolo”.

    Nell’occasione si presenta il “Disciplinare tecnico” del “Presidio Slow Food della cozza nera tarantina” che, per la prima volta, definisce le procedure per la produzione della cozza nera tarantina, con determinati standard che garantiscono la qualità e la tracciabilità del prodotto e, al contempo, prevedono il rispetto dell’ecosistema mediante una maggiore attenzione alla produzione dei rifiuti e procedure per limitare l’impatto ambientale. Il disciplinare disegna, soprattutto, una moderna impresa di mitilicoltura ecosostenibile attenta all’ambiente.