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Il sogno della macchina ad acqua: i prototipi esistenti sono ibridi in grado solo di far risparmiare il classico carburante

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La macchina ad acqua è un mito esistente dagli anni ‘80, da quando abbiamo cominciato a chiederci come fare per evitare che le nostre città si trasformassero in camere a gas. Dopo oltre 40 anni si è fatto molto sul sistema elettrico, che però lascia aperto il problema delle batterie, e si stanno facendo grandi progressi sull’idrogeno (ci sono anche i primi prototipi di motori di aereo che volano con questa energia pulita), ma il motore interamente alimentato ad acqua resta un sogno, per non dire una bufala inossidabile. Qualche anno fa fece molto scalpore il servizio delle Iene sul sistema Hydromoving inventato da Lorenzo Errico: un “elettronico” con la passione per i motori che qualche hanno fa ha avuto un momento di gloria grazie a un servizio delle Iene andato in onda su Italia 1. Ma il primo punto è che le vetture sperimentali ad acqua  di cui parliamo sono ibride: Benzina, Gasolio, Metano, GPL, Etanolo + Ossidrogeno. In altre parole, vengono solo risparmiate alcune quantità di carburante. La benzina viene sostituita  con la medesima quantità di Ossidrogeno prodotto On- Board e iniettata On-Demand direttamente in camera di combustione.

“Il sistema Hydromoving può affiancarsi al propulsore della vettura per risparmiare una piccola (e per tanto il sistema non sarebbe molto conveniente) quantità dei classici carburanti (che comunque resterebbero insostituibili), con un relativo piccolo guadagno anche per l’ambiente: questo spiegherebbe i vari test mostrati durante il servizio delle Iene” – ci spiega Giovanni Drogo nel suo articolo di fact checking, pubblicato su “Next beta”, risalente a 8 anni fa. Non è andata meglio per brevetti precedenti che trattavano il motore ad acqua, ma pur volendo sposare questa invenzione a prescindere bisogna ricordare (come viene chiarito dal servizio delle Iene) che non sostituisce il motore termico della vettura, perché ne ha bisogno per poter fare l’elettrolisi “on demand”. 5000 km con 5 litri d’acqua resta un grande sogno in tempi di crisi energetica e chissà che la scienza non ci arrivi un giorno. Ma per oggi dobbiamo accontentarci del motore elettrico o a idrogeno, perché non è mai esistito un motore completamente ad acqua (risorsa che, tra l’altro, già scarseggia in alcune zone del mondo) e perché il funzionamento del motore ibrido presentato dalle Iene si affianca solamente al propulsore della vettura per risparmiare una piccola quantità di carburante: un sistema di cui non conosciamo le eventuali problematiche tecniche.