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I treni che volano esistono già e sono super green. In Italia il primo carrello a lievitazione magnetica su rotaie già esistenti

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VENEZIA – Se vi raccontano degli asini che volano, non cascateci, ma se si tratta di treni, allora è vero! In Giappone sono la normalità, in Italia i veicoli lievitanti potrebbero diventarlo. Si tratta di mezzi che galleggiano continuamente, pronti per essere spostati con il tocco di un dito: un enorme passo in avanti per l’efficienza sistemica e la sostenibilità ambientale. In Italia si è già tenuto il primo test di tecnologia a lievitazione magnetica (per gli esperti “maglev”). I pionieri di questa tecnologia adattata alle rotaie normali sono i responsabili dell’azienda italiana “Ironlev”. Il “video-prova” di questa fase sperimentale, da cui abbiamo tratto l’immagine di copertina, mostra un prototipo di treno maglev che viaggia su un tratto di due chilometri di una linea ferroviaria vicino a Venezia, a 70 km/h sul binario già esistente.

È solo un prototipo, i treni di questo tipo potranno raggiungere velocità di gran lunga superiori. Basterà l’elettricità per levitare su un cuscino d’aria: poco rumore e vibrazioni quasi azzerate, i treni maglev possono ridurre le emissioni di carbonio senza sacrificare le prestazioni. In Giappone la tecnologia a levitazione magnetica, o fluttuazione del treno, viene raggiunta attraverso l’uso di un sistema di sospensione elettrodinamica che permette al treno di muoversi senza il contatto con le rotaie. I primi esperimenti risalgono agli anni ‘70. Oggi, dopo oltre 50 anni, ci sono treni a lievitazione capaci di raggiungere i 600 km/h. Nel 2027 è prevista l’inaugurazione del primo segmento di 286 chilometri sulla tratta Tokyo-Osaka, per far “volare” i “treni proiettile”: correranno a una velocità di 505 Km orari su un percorso all’80% sotterraneo.

Anche la Cina e la Corea hanno progetti all’avanguardia in questo campo. In Italia c’è il problema infrastrutturale, ma il progetto sperimentato a Venezia, con un carrello che lievita sulle rotaie standard, dà buone speranze. “Mentre i sistemi di trasporto tradizionali richiedono l’implementazione di guide dedicate, Ironlev consente di riutilizzare i binari esistenti – spiegano i responsabili dell’azienda – E mentre oltre il 60% del budget operativo per un treno maglev tradizionale viene speso in energia per elettrizzare l’intero binario attivo, con la tecnologia Ironlev, i veicoli sono accoppiati con rotaie ferromagnetiche passive che non richiedono l’elettrificazione per fornire levitazione”.