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“Tiny house”, microcase che conquistano gli archistar, da quelle mobili a quelle sull’albero, fino alle espandibili: soluzioni green che stupiscono e avanzano

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L’avanzata delle soluzioni “green” nel mondo dell’edilizia è inarrestabile. L’ultima tendenza è quella delle tiny house espandibili, microcase che si trasformano allargandosi: in soli 15 minuti si passa da 15 a 43 metri quadrati di tecnologia “verde” avanzata e design di alto livello. Podform ha inventato uno studio espandibile. Le gambe idrauliche eliminano la necessità di una tradizionale fondazione. La struttura in alluminio e acciaio rende la casa resistente al fuoco e alle intemperie. Con il un serbatoio d’acqua integrato e un sistema di trattamento fognario, vivere off-grid diventa possibile. Non si tratta di una struttura “povera”, il design di alto livello mette a disposizione tutte le comodità necessarie. Questa è la nuova frontiera delle microcase, staccate dalla rete e totalmente autonome, dove si utilizzano le fonti energetiche della natura.

LE TINY HOUSE IN LEGNO 

In Italia sono già una realtà le microcase ecologiche in legno. Pineca è una delle aziende più conosciute in questo campo. Il costo di queste case è simile a quello di un’auto. Si tratta di piccole strutture di 30 mq che utilizzano materiali riciclabili e spesso riciclati e sono completamente autonome. Le soluzioni sono diverse: possono essere fisse o mobili. Si tratta di abitazioni che possono essere trasportate ovunque e che hanno una autonomia energetica unica. Si può risparmiare sul costo della casa e si possono ottenere soluzioni poco impattanti su terreni con vincoli, che non permettono di edificare nulla. Quelle espandibili in acciaio sono la novità, ma quelle in legno sono già note agli italiani. I costi variano in base alla grandezza, ma il prezzo medio si aggira intorno ai 20mila euro. Molti italiani le usano come case vacanza: i costi bassi di acquisto e gestione, la velocità di realizzazione, la vita a contatto con la natura e la sostenibilità stanno accelerando le vendite. Persino grandi architetti come Renzo Piano si sono cimentati nell’ideazione di tiny house: l’archistar italiano ne ha progettata una chiamata “Diogene” (in legno, di soli 2,4 metri). Tra le Tiny house più utilizzate ci sono le case sull’albero, che riportano la mente al capolavoro di Italo Calvino, “Il Barone rampante”, e alla voglia di fuga dalla realtà di tutti i giorni, per guardare il mondo da una prospettiva diversa. Queste case, oggi, sono progettate per essere totalmente autonome, staccate dalla rete, con una serie di tecnologie che permettono di smaltire i rifiuti e farli diventare energia. Il futuro abitativo potrà avere tutta una serie di soluzioni con un’unica costante per tutti: la sostenibilità.