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Intervista al ministro Lollobrigida: “Cucina italiana candidata patrimonio UNESCO: viviamo di più perché mangiamo meglio”. Terra e sostenibilità

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di Gaetano Gorgoni 

ROMA – Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ribadisce che la valorizzazione del made in Italy, il rilancio dell’agricoltura italiana e la sostenibilità sono stati fin dal primo giorno dell’insediamento del governo di cui fa parte un punto centrale. Lo abbiamo raggiunto oggi al telefono, mentre era impegnato a firmare un protocollo per la promozione dei prodotti italiani sulle grandi piattaforme, per spiegarci meglio quali sono le strategie messe in campo dall’esecutivo. Ecco l’intervista in esclusiva per Biogreenitaly. 

Ministro, cosa sta facendo il governo per difendere le nostre produzioni in patria e all’estero dal continuo attacco sleale che subiscono sul mercato?

“Dal primo giorno che ci siamo insediati siamo passati ai fatti. Abbiamo rafforzato gli organismi di controllo: è nato l’ispettorato di repressione frodi per effettuare tutta una serie di verifiche su migliaia di prodotti. Abbiamo messo in campo quasi mille ispettori e i carabinieri della tutela alimentare”.

All’estero stiamo riuscendo a frenare tutti i falsi made in Italy che danneggiano le nostre produzioni e i consumatori?

“Stiamo cercando di costruire una rete di controlli con tutti gli altri paesi. Ho partecipato al G7 e ho incontrato decine di ministri: in tutti gli incontri ho messo al centro la tutela dei prodotti italiani da aggressioni e truffe. L’obiettivo non è solo di tutelare le nostre imprese ma anche i cittadini stranieri che vengono indotti ad acquistare prodotti che richiamano il nostro modello di produzione e trasformazione, ma che invece nulla hanno a che fare col cibo italiano, ottenendo, come minimo un risultato inferiore a livello di benessere e, spesso, anche una distorsione della corretta alimentazione”.

Torneremo a puntare sulle nostre produzioni agricole che si stanno indebolendo in alcuni territori?

“Ci siamo già mossi per rafforzare le filiere deboli. Stiamo lavorando per rimettere al centro l’agricoltura e l’allevamento, per difenderci dalle aggressioni promuovendo azioni che invertano la tendenza che c’è stata in una fase folle dell’Europa, che era quella di far smettere i contadini di coltivare, i pescatori di pescare e gli allevatori di allevare. La guerra in Ucraina ci ha fatto capire quanto sia importante affidare le filiere lunghe a nazioni che abbiano i nostri stessi valori, altrimenti, quando si dipende da nazioni non democratiche, da un giorno all’altro ci si può ritrovare senza approvvigionamenti, che qualcuno decide di tagliare improvvisamente, senza dar conto a nessuno. Dunque, la sovranità alimentare significa anche libertà degli Stati e dei cittadini!”.

Cosa sta facendo il governo per la promozione del made in Italy, per comunicare la qualità, genuinità e salubrità dei nostri prodotti?

“Si è tenuto questa mattina un incontro col collega Tajani per la giornata del “Made in”: abbiamo incontrato le grandi piattaforme commerciali con le quali è stato sottoscritto un protocollo che garantisce i controlli sulle produzioni e la diffusione delle informazioni necessarie a spiegare al consumatore quali siano le differenze tra i vari cibi. I cibi non sono tutti uguali: qualcuno sta cercando di dimostrare che cibi sono tutti uguali, ma si sa che gli effetti sull’organismo sono diversi a seconda del cibo che mangiamo. Noi siamo, come popolo, la dimostrazione che la nostra alimentazione è sana, la nostra Dieta Mediterranea è patrimonio Unesco. L’Italia è una delle nazioni con la popolazione più longeva perché mangiamo meglio”.

Il governo sta promuove nel mondo anche la cucina italiana…

“Stiamo lavorando per rendere la cucina italiana patrimonio immateriale Unesco: ora l’abbiamo candidata. È uno scandalo, a nostro avviso, che Francia, Corea, Messico e Giappone avessero riconosciuto questa titolarità, mentre il nostro paese no. Oggi abbiamo messo in campo controlli e promozione su ogni ambito”.

Come proteggersi dallo spopolamento delle campagne?

“Stiamo mettendo al centro la formazione negli istituti agrari e negli alberghieri, che sono i luoghi dove il nostro cibo viene prodotto e promosso. Naturalmente stiamo lavorando anche sugli investimenti, senza i quali non si va da nessuna parte. Abbiamo lavorato sul progetto ‘Generazione Terra’, che mette a disposizione di quelli che hanno la passione i soldi per acquistare suolo da coltivare. Offriamo la possibilità di accedere ai finanziamenti per l’innovazione agricola. Abbiamo puntato molto sui finanziamenti per consentire ad agricoltori e aziende di acquisire nuove tecnologie nel campo dell’agricoltura. L’agricoltura, del resto, non è come qualcuno la descrive, cioè sfruttamento e zappa, ma tecnologia e ricerca d’avanguardia. Il collega De Carlo ha presentato in Parlamento una proposta per far arrivare a terra i progetti di evoluzione assistita (la sperimentazione in campo delle nuove tecniche di miglioramento genetico ndr). Noi abbiamo avuto i padri della genomica mondiale, che hanno permesso di ottenere in Italia il raddoppio della produzione dei grani a parità di consumo del suolo impiegato. Una rivoluzione verde”.

La Xylella continua ad angosciare la Puglia, cosa bisogna fare oggi che arriva l’allarme dal Portogallo sulle viti?

“Bisognava investire di più in ricerca. Bisognava arrivare molto prima. Siamo in ritardo. Le soluzioni sono di diverso tipo. Ora dobbiamo insistere sulla fascia di protezione per salvare il salvabile”.

Cosa ne pensa dei reimpianti degli ulivi resistenti?

“C’è il rischio grosso del cambio totale di fisionomia del territorio, soprattutto se saranno colpiti, come è già avvenuto nel Salento, gli ulivi baresi e brindisini. Tutti erano abituati ad ammirare un paesaggio fatto di ulivi centenari, ma le specie resistenti sono diverse dal punto di vista strutturale. Certamente dove la tragedia già è avvenuta bisogna procedere velocemente alla sostituzione”.

Poi, ci sono le nuove minacce da fronteggiare…

“Stiamo pensando di prendere tutte le precauzioni necessarie per difendere sia la vite che le ciliegie”.