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Il vino è salvo: fuori dalla lista nera europea. Puglia al terzo posto per la produzione del vino biologico di qualità

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PUGLIA – Vino e carne rossa non sono più nella lista nera europea dei cibi nocivi per la salute e non saranno eliminati dallo stile di vita europeo. La differenza per la salute è determinata dalle quantità. Ecco perché la Commissione europea ha cancellato dalla lista dei cibi nocivi e cancerogeni vino, carne rossa e salumi. L’OMS, invece, ha dichiarato guerra al vino e all’abitudine di berlo anche a tavola. Del resto, il “nettare degli dei” spicca anche nelle dieta mediterranea, patrimonio Unesco. La cultura del vino è millenaria e inscalfibile. L’Italia spicca nel mondo per produzione enoica: la Puglia è al secondo posto dietro al Veneto. Il vino pugliese è ormai conosciuto in tutto il mondo, la qualità è salita e la produzione del vino biologico pugliese ha raggiunto il terzo posto a livello nazionale. Con le nuove tecnologie, l’eliminazione di tante sostanze nocive nella produzione e la maggiore qualità delle vigne, la Puglia conquista il mercato mondiale del vino.

Le nuove produzioni, oggi, migliorano nella conservabilità, puntano su tipicità, salubrità e sostenibilità, mirando ad un’economia circolare, con il recupero e la valorizzazione degli scarti di lavorazione. Ora che la Commissione europea ha sminato il percorso di crescita del vino, un elemento importante del made in Italy è salvo. La tutela delle eccellenze italiane, dal vino al Grana Padano, sta dando i frutti: si lavora a livello internazionale per il rispetto di un patrimonio enogastronomico. Il sommelier dei migliori ristoranti del mondo potranno continuare a suggerire l’alta qualità dei nostri vini da abbinare ai formaggi pregiati, ai dolci artigianali, a pesce e carni, senza la mannaia di un divieto che avrebbe equiparato il gustoso prodotto delle vigne alle sigarette. Intanto, continua a crescere l’enoturismo italiano e cresce la ricerca da parte dei viaggiatori di tutto il mondo di esperienze e storie fra vigne, vini autoctoni e territori. Un settore, dunque, in forte espansione che oggi più che mai chiede di spingere su alcuni aspetti chiave come promozione, comunicazione e formazione, ma anche digitalizzazione e monitoraggio.  La crescita del settore vitivinicolo non è più in pericolo: ora, passo dopo passo, avanzeranno gli investimenti nelle produzioni biologiche del vino che lo renderanno sempre più “green”.