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Nasce la “vendemmia turistica” anche nella settimana di Ferragosto: la nuova moda “green” dell’enoturismo

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ROMA – L’enoturismo è amore per la natura e per il “nettare degli dei”, ma anche relax, gusto, buon cibo a chilometro zero e riscoperta del patrimonio rurale italiano. I numeri del turismo esperenziale aumentano, nonostante le difficoltà del periodo segnato dall’inflazione: dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia (Regioni all’avanguardia in questo settore) fino alla Puglia. L’enoturismo in Italia è una realtà che coinvolge oltre 14 milioni di persone, un trend in crescita e un’offerta di proposte esperienziali che vanno dai tour alle degustazioni, il tutto con ritmi lenti e giornate rilassanti tra vigne  e cantine. L’offerta enoturistica oggi nel 98% dei casi propone la degustazione dei vini e di prodotti tipici locali, ma c’è anche chi offre qualcosa di più esclusivo, come l’assaggio di vini pregiati alla presenza dell’enologo. La degustazione di vini in media oscilla tra i 15 e i 25 euro, con quelle Premium si sale a 100-150 euro.

LE “FERIE VENDEMMIA” A FERRAGOSTO

Ferragosto periodo di ferie vendemmia, gli enoturisti, grazie a Città del Vino, da quest’anno, possono partecipare alla vendemmia ed acquisire anche questa esperienza, raccogliendo tra i filari dei vigneti i grappoli di uva. Siglato protocollo di intesa tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dall’Associazione Nazionale Città del Vino per regolamentare la vendemmia turistica.

Per vendemmia turistica – si legge nell’accordo- si intende l’attività di raccolta dell’uva, non retribuita, di breve durata,  a carattere culturale e ricreativo, svolta da turisti e correlata al soggiorno in strutture ricettive del territorio e alla visita e degustazione delle cantine locali nell’ambito di un’offerta turistica di tipo integrato.

“La vendemmia turistica è una pratica che è stata già sperimentata in passato in diverse regioni italiane ma che non aveva, tranne che in Piemonte e in Friuli Venezia Giulia, una regolamentazione – afferma Angelo Radica, presidente dell’Associazione Città del Vino – Lo scorso 12 luglio abbiamo sottoscritto un protocollo che disciplina in maniera organica e puntuale lo svolgimento della vendemmia turistica dando la possibilità alle imprese enologiche e alle cantine di ospitare turisti per farli vendemmiare in un appezzamento ben identificato, utilizzando abbigliamento e calzature adatte. Questa è una grande opportunità che abbiamo offerto alle aziende perché per gli enoturisti poter toccare i grappoli, raccoglierli, vedere come vengono pigiati è un’esperienza molto attesa e apprezzata”.

Durante le attività in vigna i turisti saranno seguiti da tutor aziendali con specifica formazione che vigileranno sul rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza.

“Per un’azienda vinicola sperimentare e avviare la vendemmia turistica è molto semplice – sottolinea  il presidente Angelo Radica – basta una e-mail o una Pec,   e caricare le informazioni sul portale del SUAP di ogni comune  indicando il numero, i nominativi e il numero della polizza delle persone che parteciperanno alla vendemmia”. Tante cantine di tradizione hanno allargato l’offerta puntando anche sulla ricettività. Il turismo in Italia ha tante sfaccettature: oggi riscopre un prezioso patrimonio rurale, anche nell’entroterra, capace di attirare capitali stranieri e interni, che andranno a rinforzare le peculiarità e le produzioni territoriali.