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Giornata internazionale contro il fumo, produrre sigarette porta deforestazione e un elevato consumo di acqua. Le cicche continuano a devastare le spiagge

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Smettere di fumare non solo ci mette al riparo da gravissime malattie letali, come i tumori, ma contribuisce anche a eliminare lo spreco di alberi e il consumo eccessivo di acqua in un’agricoltura poco sostenibile. La produzione di sigarette non è sostenibile e non fa bene all’ambiente. Inoltre, ridurre i fumatori maleducati in circolazione farebbe bene anche alle nostre spiagge, troppo spesso sporcate e avvelenate dalle cicche di sigarette. Ci vogliono decenni per smaltire una cicca che finisce in mare: l’opera di sensibilizzazione deve essere sempre più incisiva, ma è necessario presidiare di più le nostre spiagge per eliminare questo odioso vizio che ha chi scambia le nostre straordinarie coste per dei posacenere naturali. Oggi si celebra la Giornata internazionale contro il fumo da tabacco e i dati non sono confortanti. La pandemia, con i lockdown e le restrizioni, ha fatto danni collaterali molto gravi: sono aumentati i disturbi mentali e anche i fumatori. Quest’anno ci sono 12,4 fumatori in Italia (rappresentano il 24,2% della popolazione): un’impennata di 800mila fumatori a causa del Covid. La media è di 11 sigarette al giorno. I giovani partono da meno di 10 per poi salire secondo l’analisi dell’Istituto Superiore di Sanità. Il fumo provoca l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative (in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare) e il maggiore fattore di rischio evitabile di morte precoce.

Una sigaretta che brucia sprigiona tutta una serie di sostanze nocive: nicotina, monossido di carbonio, acido cianidrico, toluene, l’acetone, catrame, l’ammoniaca, l’acroleina, l’acrilonitrile, il cianuro di idrogeno e la metilammina. La nicotina è una droga insidiosa, la sostanza più rappresentativa del tabacco: un alcaloide moderatamente tossico che, a dosi molte elevate, può essere anche letale per l’essere umano.

Durante la sua coltivazione, il tabacco usato per le sigarette acquisisce dal terreno, dall’aria e dai fertilizzanti altre sostanze, che, una volta sottoposte a combustione, risultano tossiche per l’organismo umano. Gli esperti bocciano anche le sigarette elettroniche che contengono nicotina e vengono alternate alla sigaretta a tabacco riscaldato. Roberta Pacifici del Centro dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità, boccia senza appello questa nuova moda: “Gli studi hanno dimostrato le nocività delle sigarette elettroniche – spiega in un’intervista a Radio24 – Bisogna ancora verificare gli effetti a lungo termine visto che sono prodotti immessi sul mercato da poco tempo”. I dati ISS sono impietosi: “Quasi un italiano su quattro (il 24,2% della popolazione) è un fumatore: una percentuale che non era stata mai più registrata dal 2006.

Dopo un lungo periodo di dati stabili, si assiste quest’anno a un incremento di 2 punti percentuali: i fumatori infatti erano il 22% nel 2019, ultimo anno di rilevazione pre-pandemica. Il trend rilevato nel triennio 2017-2019 che vedeva una costante diminuzione delle fumatrici, non viene invece confermato nel 2022: quest’anno infatti si assiste a un incremento nella percentuale dei fumatori che riguarda entrambi i sessi. In aumento anche le persone che fumano sigarette a tabacco riscaldato: 3,3% del 2022 rispetto al 1,1% del 2019, ma più di una persona su tre (il 36,6%) le considera meno dannose di quelle tradizionali. Sono questi i dati più significativi del report dell’ISS diffuso oggi in occasione della Giornata mondiale senza tabacco promossa dall’OMS.

L’INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE PIERPAOLO SILERI

“Da medico prima che da politico dico: non esiste alcun piacere nel fumo che valga il rischio di prendersi un tumore ai polmoni”. In occasione della giornata mondiale senza tabacco, il Sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri lancia un appello soprattutto ai più giovani.  Così Sileri: “I dati appena pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità ci dicono che oggi i fumatori sono 800.000 in più rispetto al 2019: un aumento importante dopo anni di lenta riduzione che, da medico, mi lascia profondamente preoccupato, visto il collegamento ormai ampiamente dimostrato tra il fumo e numerose patologie, tra le quali la più seria è il tumore al polmone. Nel 2020 sono state stimate circa 41.000 nuove diagnosi, l’80/90% delle quali sono imputabili al fumo di sigaretta. Il tumore ai polmoni” prosegue Sileri “è uno dei più gravi, con un tasso di sopravvivenza a cinque anni tra i più bassi: appena il 16% per gli uomini e il 23% per le donne. Per questo ho promosso l’istituzione presso il Ministero della Salute di un tavolo tecnico sulle neoplasie polmonari, che metta a fattor comune le esperienze dei maggiori esperti del settore con l’obiettivo di potenziare lo screening, arrivare più velocemente possibile alle diagnosi, e dare maggiori speranze di cura ai pazienti. Tuttavia – conclude il Sottosegretario – questi sforzi serviranno a poco  se non riusciremo a convincere soprattutto i più giovani a non accendere la sigaretta. Facciamo in modo che ogni giorno dell’anno, e non soltanto il 31 maggio, sia un giorno senza tabacco”